Calvizie curarla con i farmaci per l’artrite

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Che correlazione c’è tra i farmaci per l’artrite e la calvizie? Davvero il ricorso a questa cura potrebbe favorire la ricrescita dei capelli. È quanto hanno cercato di indagare all’Università di Yale.

Storia di un esperimento

Tutto inizia con la richiesta di un giovane ragazzo di 25 anni che si rivolge agli esperti dell’Università per risolvere il suo principale problema: la psoriasi a placca.

Per intervenire sulla problematica il dott. Brett A. King, insieme al suo team di ricercatori, ha scelto di sottoporre il ragazzo a una cura sperimentale, facendo ricorso alla somministrazione di farmaci di solito utilizzati per curare l’artrite.

Si tratta di una terapia che aveva già dato evidenza di avere effetti positivi anche sulla psoriasi a placche, una patologia che nella maggior parte dei casi si affianca all’alopecia.

Da dove derivano i risultati positivi? Dall’individuazione di un farmaco capace di ostacolare, inibire le funzionalità delle cellule T che sono proprio quelle responsabili della distruzione dei follicoli piliferi.

Risultati sorprendenti

I risultati, in soli tre mesi di cura, sono stati davvero sorprendenti e quello che ha maggiormente stupito è stato il fatto che più che la psoriasi a placche la cura ha fatto effetto sull’alopecia.

Il venticinquenne, infatti, aveva iniziato il percorso quando la sua testa si presentava già del tutto priva di capelli. In breve tempo – tre mesi – capelli e peli sono ricresciuti, così come sopracciglia e barba. Il tutto grazie agli effetti fatti registrare dal farmaco utilizzato per contrastare l’artrite tofacitinib.

Il segreto della sperimentazione

Dalla sperimentazione è, quindi, emerso che il farmaco utilizzato per l’artrite è in realtà in grado di intervenire sull’alopecia, bloccando proprio la reazione autoimmune dell’alopecia universalis, che va ad attaccare direttamente i follicoli.

Dopo il successo registrato dai ricercatori dell’Università di Yale è stato avviato un nuovo filone di studi che vedrà protagonista la sperimentazione, declinata in nuove e molteplici forme. L’obiettivo è quello di dimostrare la scientifica validità di questa cura nel contrasto ai fenomeni dell’alopecia e della calvizie.

La soluzione per l’alopecia passa per l’artrite?

Nell’attesa delle risposte che a scienza e i numerosi studi in corso sull’argomento sapranno dare, cosa fare in caso d perdita dei capelli?

La calvizie, nella maggior parte dei casi sotto forma di alopecia androgenetica, colpisce un numero crescente di uomini e donne in tutto il mondo. le ripercussioni non sono solo di carattere fisico ma sfociano sempre più spesso in un diffuso malessere psicologico che, nei casi più gravi, porta a veri e propri stati depressivi.

Perché accade? Perché l’immagine che lo specchio inizia a riflettere non corrisponde più a quella che abbiamo costruito e accettato negli anni e – secondo il nostro giudizio – nemmeno a quella che la società intera sembra accettare e preferire. Eppure esistono a oggi diverse strade per rispondere a questa problematica ma non tutte sono particolarmente valide.

Le strade per contrastare l’alopecia e la calvizie

La cura per l’alopecia rivoluzionaria, come è possibile approfondire consultando il sito www.hairclinic.it, centro di riferimento per la cura e la salute del capello, si basa sul ricorso alle cellule staminali. In casa Hair Clinic, infatti, hanno studiato un Protocollo Avanzato che punta a stimolare il ritorno in attività di follicoli erroneamente considerati in maniera definitiva inattivi.

È la strada più nuova, meno invasiva e dai risultati più innovativi. Diverso, invece, il discorso relativo all’autotrapianto di capelli che presenta grandi limiti, arginabili però affiancando a questa operazione un ciclo di stimolazione basato sulle cellule staminali. Anche la strada farmacologica non consente di ottenere risultati soddisfacenti.

In entrambi i casi – trapianto e  farmaci  il grande limite è dato dal fatto che si tende a intervenire sulle conseguenze estetiche della calvizie, invece che sulle sue cause. L’analisi delle cause, invece, è proprio alla base del protocollo avanzato.

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