La Palermo dalla tradizione marinara.

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Parlando di Palermo non si può dimenticare di visitare, anche se virtualmente di Mondello, ridente golfo di Palermo con la sua spiaggia ed il suo mare, nato come borgo marinaro di pescatori, agli inizi degli anni ‘90 il suo mare fu’ bonificato, e portato alla balneazione delle famiglie più in del periodo della bell’epoc Palermitano. Mondello, oggi è il mare di Palermo ed è anche luogo turistico, dove scoprire sapori e ricette della città. Potete gustare, tra i migliori gelati artigianali della città di Palermo, compresa la brioche con granita, cannoli di ricotta, cassate siciliane, la famosa frutta martorana, inventata dalle monache del convento della Martorana, per deliziare il rè durante il periodo invernale, quando non c’era molta scelta di frutta, per passare poi alle squisitezze gastronomiche, come arancine con carne (suflì di riso ripiene di ragù di carne) o con burro (suflì di riso ripiene di formaggio e prosciutto), ravazzate al forno e fritte, lo spiedino di carne e l’iris, impasto di farina, fritto con dentro ricotta zuccherata e cioccolato, sfince di San Giuseppe, pasta con ricci o pasta con il polpo (solo a Mondello si può trovare). Dal monte Pellegrino, vedendo Mondello è facile capire come un tempo, questo golfo fece innamorare i suoi visitatori, con i suoi colori e profumi, ma anche per la sua sfrenata ricchezza ad incominciare dal Charleston una costruzione stile liberty degli inizi del ‘900 edificata su palafitte in mezzo al mare, usata oggi, come allora per stabilimento balneare e ristorante molto in, della città di Palermo. Lungo la strada per arrivare a mondello, troviamo il lungo stradone alberato, dove lateralmente, si possono ammirare le case in stile liberty, sulla destra mondello lascia lo spazio alla Daura, dove un mare meraviglioso vi lascerà estrefatti, mentre sulla sinistra sotto il monte Gallo, troviamo Capo Gallo, ormai riserva da una decina d’anni (riserva marina e terrestre) dove il mare, ricco di vegetazione e di fauna si presenta limpido e pulito. La riserva, si fa spazio fino ad isola delle femmine con il suo isolotto l‘isola delle femmine’ Frazione di Capaci, dove la leggenda narra che un sultano che aveva tante mogli, fu tradito da una di esse, per rabbia il sultano, per punire tutte le spose le portò nell’isolotto, in seguito, dopo anni furono ricondotte nella terra ferma ed il sultano esclamo la frase in dialetto palermitano Ca’Paci (tradotto vuol dire qua pace) dando il nome sia all’isolotto che a quel territorio. In realtà, isola delle femmine secoli fa era il prolungamento della costa ma con l’alzamento dei mari, si è trasformato in isolotto e la torre (considerata nella legenda la prigione delle donne portate in esilio) non è altro che una torre di avvistamento araba, usata dal popolo, per segnalare che erano state avvistate navi pirate, il terrore di quel periodo. La segnalazioni, avveniva di notte con il fuoco e di giorno con il fumo, con la segnalazione si dava il tempo alle popolazioni interne di organizzarsi e scappare mettendosi al riparo magari cercando di nascondere al meglio i propri averi, ma anche dava la possibilità di propagare il messaggio di pericolo per chilometri e chilometri, infatti la torre vicina subito si attrezzava per emettere lo stesso segnale divulgando in poco tempo la segnalazione. Se vi trovate nel borgo di isola delle Femmine o nella vicino Sferra Cavallo, fermatevi in un ristorante di pesce, con 25 euro potete fare un pranzo o una cena a base di pesce freschissimo dall’antipasto alla frutta ogni portata sarà una scoperta della città di Palermo. Se poi potete, fate una capatina in un ristorante dei Maestri Cascino dove la tradizione della terra Palermitana, dei colori e delle ricette Palermitane, assumono un fascino tutto particolare.

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