Il tartufo: sai riconoscerlo veramente dalle imitazioni?

tartufo

Il tartufo è un fungo commestibile che cresce sottoterra legato alle radici di alcuni alberi. Il suo valore in cucina è molto alto e, data la sua scarsità in natura e la difficoltà della sua raccolta, il suo prezzo sul mercato può superare i 6000 euro al chilo. Sì, hai letto bene, una cifra non indifferente.

Sicuramente a molti di voi è capitato di vivere una delle due situazioni che raccontiamo seguito: da un lato forse avete sentito meraviglie sul tartufo ma vi siete imbattuti in una confezione al supermercato e l’avete acquistata incoraggiati dal prezzo basso.

Anche se i 3 euro circa che solitamente costano queste confezioni potrebbero non sembrare eccessivi infatti, bisogna tenere conto che il contenuto potrebbe non raggiungere nemmeno i 10 g, e si tratterebbe in quel caso di un prezzo di circa 300 euro al grammo!

Successivamente, arrivati a casa con tutta, l’avete aggiunto come ingrediente ad una ricetta e, provandolo, vi siete accorti di aver buttato 3 euro perché il tartufo in questione non sa di niente.

In tal caso, oggi ti starai chiedendo se chi continua ad elogiare il sapore e gli aromi del tartufo non sia pazzo.

Tipi di tartufi, impara a riconoscerli in modo che non ti freghino

Nonostante ci siano più di 150 varietà di tartufo, e in Europa se ne possono trovare circa 30, ci concentreremo su quelle che ci interessano davvero. Ricorda comunque che su https://www.tartufo.org/ puo trovare informazioni approfondite sulle specie di tartufo più famose.

Tartufo bianco o tartufo piemontese, il più costoso

Il suo nome scientifico è Tuber magnatum e la sua stagione è compresa tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, prima che inizi il freddo. È il tartufo più apprezzato e, per il prezzo elevato che raggiunge sul mercato e per il fatto di essere un’autentica perla gastronomica, si è guadagnato il titolo di “oro bianco commestibile”. Ha un sapore ed un profumo inconfondibili e più delicato di quello del tartufo nero.

Tartufo nero, il più apprezzato

Il suo nome scientifico è Tuber Melanosporum. La sua stagione di raccolta va da novembre a marzo, motivo per cui è anche conosciuto come “il tartufo invernale”. È il più utilizzato ed apprezzato nell’alta cucina, per il suo profumo penetrante. Un vero tesoro con il quale è possibile trasformare qualsiasi semplice piatto di pasta o uovo in qualcosa di straordinario. Italia, Spagna e Francia sono i principali produttori.

Tartufo estivo, qualità molto limitata

Ora arriva la buona notizia ovvero sapere che, oltre a quelle che abbiamo appena accennato, vengono commercializzate altre varietà la cui qualità non ha nulla a che fare con le precedenti. Ad esempio, quello che è noto come il tartufo estivo, può essere confuso in apparenza con il tartufo nero, ma è il Tuber Aestivum, di qualità molto inferiore.

Non è difficile che questo sia il tartufo presente nella confezione quando acquistiamo un tartufo o un prodotto a base di tartufo e, sebbene possa contenere una quantità molto piccola di uno dei due sopra per fornire un po’ di aroma, il resto sarà questo tartufo estivo, dal sapore assolutamente blando.

Il Tartufo cinese, privo di valore gastronomico

Nei negozi provano a venderci anche una specie di tartufo che proviene dalla Cina, chiamata “Tuber Indicum” o direttamente “Tartufo cinese”, che non ha alcun valore gastronomico perché ha sapore di niente, ma somiglia molto al tartufo nero.

E sì, è vero quello che stai pensando, cioè che il 99% dei barattoli del supermercato il tartufo che contengono è questo tartufo cinese. Ecco perché non ha alcun sapore, non importa quanto costoso sia.

Quindi, quando vedi un prodotto in cui è presente un tartufo in etichetta, leggi bene la piccola descrizione degli ingredienti in modo da sapere cosa stai acquistando. In più di un’occasione sarai più felice se lasci il prodotto sullo scaffale del supermercato.

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