Con Wonder Woman la Dc ha imboccato la strada giusta

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Film intensi ma di successo di pubblico e critica, in grado di attirare al cinema sia gli appassionati di fumetti che una platea più generalista, fatta anche da piccoli spettatori. Questo è il risultato raggiunto negli ultimi anni dalle produzioni del Marvel CinematicUniverse, che ha sfornato una serie di titoli campioni di incassi e ha “stracciato”, anche sul fronte delle recensioni, i film realizzati invece nell’ambito della Dc Comics.

L’attesa per Wonder Woman

Qualcosa sembra essere cambiato con la nuova rotta annunciata dalla società americana che ha dato origine tra gli altri a Superman e Batman, che proprio in queste settimane ha portato al cinema l’attesissimo lungometraggio dedicato a Wonder Woman, una delle icone più note e amate dei fumetti di ogni tempo. Anticipato da un forte battage pubblicitario, a ben vedere però il film forse non ha raggiunto a pieno il suo scopo.

I risultati al botteghino non sono eccellenti

Partiamo innanzitutto dai risultati al botteghino: costato 149 milioni di dollari, il film ha incassato nelle prime due settimane di programmazione circa 212,6 milioni di dollari solo in America del Nord e 232,2 milioni nel resto del mondo (per un incasso totale di circa 450 milioni di dollari). Bene ma non benissimo, possiamo dire, anche considerando che in Italia, ad esempio, non è riuscito a raggiungere la vetta della classifica, superato prima da I Pirati dei Caraibi 5 (uscito alcune settimane prima) e poi anche da La Mummia (uscito invece l’8 giugno).

Le critiche sono divise

Anche il versante delle critiche non è del tutto positivo: al di là di una quota di scettici “a prescindere” e dei Nerd più incontentabili (quelli che notano ogni piccolo difetto o scostamento del personaggio del lungometraggio dalla versione cartacea), alla metà di giugno i principali aggregatori di recensioni del Web riportano giudizi altalenanti su Wonder Woman. Per esempio, se RottenTomatoes attribuisce al film un punteggio di 93 punti su 100 (sulla base di 294 opinioni) e un gradimento del 92% da parte dell’audience, Metacritic è più tiepido, con una valutazione di 76 su 100, relativa alla cinquantina di critiche riscontrate.

La recensione di Roberto Recchioni

Anche gli esperti nostrani si sono rivelati piuttosto scettici al riguardo: dalle pagine di Screenweek, come da tradizione, l’esperto di fumetti Roberto Recchioni ha valutato in maniera negativa Wonder Woman, definito il “film più maschilista di sempre” (nonostante si sia calcata molto la mano sulla predominanza femminile dell’opera, che vede una donna protagonista sia in scena che dietro alla macchina da presa, fatto nuovo per i cinecomic). Con la tradizionale ironia che si trova nelle recensioni di Roberto Recchioni, anche nell’analisi sul lavoro di Patty Jenkins si notano alcune chicche, come i “5 motivi per cui non porterei mia figlia a vedere il film“, che si affiancano a passaggi più critici su dettagli tecnici che non hanno convinto l’autore.

La strada per la la Dc Comics è ancora lunga

Insomma, Recchioni smentisce tutta la costruzione “filosofica” del film e della sua promozione, che avevano appunto puntato l’attenzione sia sull’eroina in sé che sulla regia di Jenkins, ribaltando la prospettiva e mettendo in evidenza alcuni controsensi del lavoro (che non sveliamo per non rovinare la visione del film né la lettura della recensione). In definitiva, con questo lungometraggio la DC ha sicuramente trovato una buona interprete per Wonder Woman, visto che GalGadot è stata unanimemente ritenuta un’ottima eroina, ma ha per ora fallito l’obiettivo più ambizioso, quello di “accontentare tutti”.

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