Come sterilizzare i contenitori in plastica? Breve tutorial alla sanificazione dei materiali plastici

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Esistono numerose soluzioni per provvedere alla pulizia, alla disinfezione o alla sterilizzazione dei contenitori in plastica.

I metodi rimangono generalmente gli stessi, indipendentemente dalle dimensioni degli oggetti in questione e dalla loro destinazione d’uso (dalle scatole per alimenti utilizzate in casa ai contenitori in plastica industriali per il trasporto e lo stoccaggio merci).

  • Perché i contenitori in plastica sono igienici?

I contenitori in plastica possono essere realizzati in un ampio ventaglio di materiali, appartenenti alla classe delle poliolefine. Rientrano in questa categoria di molecole il PP, polipropilene, l’LDPE, polietilene a bassa densità, l’HDPE, polietilene ad alta densità, il PPCO polipropilene copolimero e altre tipologie di sostanze che trovano svariati impieghi (qui per approfondire caratteristiche, materiali e vantaggi dei contenitori in plastica).

La maggior parte delle plastiche sono accomunate da una caratteristica ben precisa: una superficie liscia, compatta e impermeabile, capace di resistere all’aggressione di molti agenti chimici e biologici. In sostanza, le plastiche non favoriscono l’adesione di impurità e microrganismi e, in parallelo, posso essere pulite con grande facilità.

  • Come pulire i contenitori in plastica?

Per pulire i contenitori in plastica è sufficiente ricorrere ad un qualunque detergente schiumogeno multiuso. Dopo aver insaponato il contenitore, è opportuno sciacquarlo utilizzando acqua corrente e, eventualmente, concludere la pulizia con acqua distillata (per evitare la formazione di aloni e incrostazioni dovute alla presenza di carbonato di calcio).

Importante: quando si pulisce un contenitore in plastica, vanno evitati detergenti, spazzole e spugne abrasive. I micro graffi provocati dall’uso di questi prodotti o strumenti intaccano la superficie delle scatole, favorendo in un secondo momento l’accumulo di sporco e la proliferazione di batteri e altri microrganismi.

  • Disinfezione e sterilizzazione dei contenitori in plastica: qual è la differenza?

Sterilizzare un oggetto o una superficie non significa semplicemente procedere alla sua disinfezione.

Prodotti (in genere contenenti alcol o sali quaternari di alluminio) e sistemi di disinfezione, infatti, riducono il numero di microrganismi (batteri, virus, funghi e altri potenziali patogeni) presenti sull’oggetto trattato, riducendo i rischi sotto il profilo sanitario.

Con la sterilizzazione, invece, il numero di microrganismi presenti viene portato a 0, garantendo dunque una salubrità del 100%.

  • Come disinfettare i contenitori in plastica

In ambito domestico, per disinfettare i contenitori in plastica basta lavarli utilizzando acqua calda e un sapone per piatti antibatterico. Il sapone eliminerà tracce di grasso e di sporco uccidendo la maggior parte dei microrganismi presenti.

Questo tipo di trattamento, però, non garantisce la sterilizzazione della plastica.

  • Come sterilizzare in modo semplice i contenitori in plastica

Una prima, semplice soluzione per la sterilizzazione dei contenitori in plastica dopo il lavaggio consiste nello strofinare tutte le superfici dell’oggetto in questione con alcol non diluito.

  • Candeggina

Per una efficacia ancora maggiore, è possibile mettere a bagno i contenitori in una soluzione contenente acqua e un 5-10% di candeggina. Questo composto chimico esplica un’azione microbicida molto forte e agisce rapidamente, per cui sono sufficienti pochi minuti di ammollo. Al termine della sterilizzazione, il contenitore va risciacquato con abbondante acqua corrente.

  • Calore

Un’altra soluzione, valida solamente nel caso di piccoli contenitori, come ad esempio quelli utilizzati per gli alimenti, consiste nella sterilizzazione con il calore. Si procede inumidendo la scatola con dell’acqua e, quindi, collocandola all’interno di un forno a microonde a potenza massima per circa un paio di minuti. Le alte temperature sviluppate sulla superficie e la vaporizzazione dell’acqua garantiscono l’eliminazione di tutti i batteri e virus potenzialmente presenti.

Attenzione: il calore può fondere i contenitori, dal momento che non tutti i tipi di plastica presentano la stessa resistenza alle alte temperature. Per evitare danni, è importante controllare da vicino il processo. In generale, il polipropilene è il materiale più compatibile con questo tipo di sterilizzazione.

  • Raggi ultravioletti

L’ultimo metodo consiste nel ricorso ad una lampada a raggi UV. Questa soluzione è quella in genere scelta in tutte le applicazioni di tipo industriale, per la sterilizzazione dei contenitori in plastica utilizzati nelle filiere e nei laboratori alimentari. La sterilizzazione con ultravioletti garantisce un’eccellente efficacia, senza comportare alcun pericolo né danneggiare i materiali.

  • Perché è importante sterilizzare i contenitori in plastica?

Nei contesti industriali, specie in relazione al trasporto e allo stoccaggio dei prodotti alimentari, chimici oppure farmaceutici, la sterilizzazione dei contenitori in plastica assume un ruolo fondamentale nella prevenzione della diffusione dei patogeni.

La sterilizzazione permette di azzerare la carica batterica presente sull’oggetto, ovvero il numero di microrganismi (prevalentemente batteri, virus e funghi).

In ambito sanitario, è spesso necessario ricorrere a tipologie particolari di plastiche, capaci di resistere all’esposizione a temperature estremamente alte. Questo perché i normali processi di sterilizzazione non garantiscono la rimozione dei pirogeni (composti in grado di stimolare la comparsa della febbre) e altre endotossine prodotte dai microrganismi e potenzialmente dannose per la salute umana (qui per maggiori informazioni sulle endotossine e sui loro pericoli per l’uomo).

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